Nel concorso Cinematinée la vittoria del progetto didattico del regista napoletano Luca Ciriello con le scuole di Ischia finanziato dal Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola


“Un’opera capace di raccontare, attraverso il mare, memoria storica, crisi economica e instabilità politica del Libano come paradigma dell’emergenza della congiuntura storico-politica che vivono molti dei Paesi del Mediterraneo”.
Con queste motivazioni il docufilm “And the fish fly above our heads” della regista libanese Dima El-Horr, presentato in anteprima italiana, si è aggiudicato la quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli (PMFF), divenuto ormai uno degli appuntamenti internazionali più apprezzati per le proiezioni del miglior cinema green, quello che porta sul grande schermo i temi ambientali e della biodiversità con opere provenienti da tutto il mondo.
La menzione speciale della giuria di qualità del Festival, composta tra gli altri dal programming manager Alessandro Del Re e dalla sceneggiatrice Ippolita Di Majo, è andata alla storia commovente che ha aperto il Festival in anteprima italiana: quella raccontata dal regista francese Valentin Paoli sulla straordinaria connessione tra la musica di Rone e i mammiferi dell’isola tropicale de La Réunion nel film “The Musician and the Whale”.
I rischi e gli impatti negativi del cambiamento climatico, dei mari in particolare, sono al centro del film indiano “The prediction” di Rishi Chandna, vincitore della sezione cortometraggi (con il premio finanziato da KPMG Italia, main partner del Festival) “per la capacità di raccontare il cambiamento climatico anche come una crisi della nostra capacità di leggere il presente attraverso l’esperienza del passato e di prevedere ciò che verrà”, come hanno dichiarato i Giurati Giulia Bonella, direttrice della Tenuta presidenziale di Castelporziano, Luigi Fiorentino, presidente NBFC e la professoressa Simonetta Fraschetti dell’Università di Napoli Federico II. Tra i corti in anteprima mondiale, Vento de ma di Francesco Martinuzzi e Andrea Giudice, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia Sanpaolo, Associazione culturale Pianeta Mare Darwin Dohrn e GOA. Opera poetica liberamente ispirata ai ragazzi e ragazze di GOA e al loro impegno per dare una riposta all’erosione del litorale genevose di Sturla coinvolgendo chi lo frequenta ogni giorno, a partire da nuotatori, surfisti, associazioni sportive, cittadini e ricercatori universitari.
Anche quest’anno tra i cortometraggi selezionati dal PMFF ci sono state pellicole che hanno scelto il linguaggio di animazione. Tra queste “All you can waste”, dei registi torinesi Monica Torasso e Andrea Deaglio, ha ricevuto la menzione speciale della giuria di qualità per “il linguaggio diretto e visivamente molto forte con cui riesce a condurre una riflessione sulla responsabilità e sulle conseguenze ambientali e sociali dei nostri modelli di consumo ed in particolare della dipendenza dai dispositivi elettronici”.

Come da tradizione del Pianeta Mare Film Festival grande spazio al ruolo dei giovani anche nella quinta edizione. Più di duemila le presenze di studenti universitari e delle scuole secondarie superiori nelle Cinematinée ospitate nell’Aula Magna dell’Università di Napoli “Parthenope”, nel cuore del centro storico, e nell’Aula Magna della sede di Scampia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nella sezione lungometraggi del Concorso Cinematinée primo premio a “Noi stesse”, il film (presentato in anteprima mondiale al PMFF) del regista napoletano Luca Ciriello che ha diretto un lavoro nato all’interno del percorso didattico del laboratorio di documentario partecipativo realizzato sull’isola di Ischia con il Liceo Giorgio Buchner e l’Istituto Scolastico Cristofaro Mennella nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Primo posto nella sezione cortometraggi del Concorso Cinematinée per “Le Bain des Sirènes”, della regista francese Lola Degove, arrivato in anteprima italiana al Pianeta Mare Film Festival dopo essere stato in concorso nella selezione ufficiale al Festival di Cannes 2026 ed ora inserito anche nella shortlist del Premio César.
La memoria identitaria di una nonna di Limatola e la scelta di ‘restanza’ dei giovani casertani: le storie dei film premiati dalla giuria di Focus Campania

Due registi under 30 sono stati tra i protagonisti della sezione Focus Campania, riservata ai cortometraggi girati in Campania con una particolare attenzione alla relazione tra ambiente e territorio. La giuria tecnica, composta dagli studenti universitari di Scienze della comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha assegnato il primo premio a “Licia” di Gaia Marotta, giovane regista sannita di Limatola, classe 2000, laureanda in cinema e audiovisivo all’Accademia di Belle Arti di Napoli “per aver costruito un ponte tra passato e presente attraverso un linguaggio ibrido e sensibile, dando vita, con il ritratto intimo e ironico di sua nonna, a una riflessione sull’apparenza, sulla percezione di sé e sul legame profondo tra memoria, identità e territorio”.

Menzione speciale in Focus Campania al corto “Mambo Kids” del regista casertano Emanuele Tresca, classe 2000, laureando in antropologia all’Università di Roma La Sapienza “per aver raccontato con delicatezza, nello scenario della sua Caserta, una storia di ‘restanza’ ed il legame tra due amici, intrecciando la scoperta dei luoghi naturali e la semplicità dei gesti in un racconto che restituisce la sospensione di una fine estate e la malinconica scoperta di nuovi luoghi dell’anima”.

Tutte le proiezioni del PMFF sono state, come sempre, a ingresso gratuito, grazie al sostegno della Film Commission della Regione Campania e all’ospitalità degli atenei napoletani e di Institut français di Napoli.
