Daily 6 Ottobre PMFF Open Critics David Domenichini

Daily Report 6 Ottobre

Noi cosa siamo di Greta Domenico Esposito, cortometraggio in concorso a Focus Campania  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo cortometraggio, presentato in concorso nella sezione Focus Campania del Pianeta Mare Film Festival, offre uno spaccato (slice of life) di una “famiglia scelta”, creatasi spontaneamente e composta da persone con diverse forme di disabilità.

L’opera si apre su un’ambientazione surreale: una festa di compleanno in cui i ragazzi sono gli unici invitati, senza che la narrazione fornisca spiegazioni immediate o una precisa contestualizzazione spaziale. Il vero filo conduttore del corto è l’umorismo genuino che permea ogni scena. Ne è un chiaro esempio la festeggiata, visibilmente appassionata del cantante Sal Da Vinci, che chiede agli invitati un contributo in denaro raccogliendolo in un salvadanaio su cui ha scritto frasi dedicate al concerto.

La trama si sviluppa attorno alla realizzazione di un cortometraggio nel cortometraggio: i ragazzi stessi decidono di girare un video per partecipare a un concorso, vincere il premio e riuscire così ad andare all’amato concerto.

Ciò che colpisce maggiormente dell’opera sono le interpretazioni e la magia che scaturisce dalla visione. In modo del tutto naturale, e attraverso gesti e comportamenti caratteristici, ogni protagonista riesce a rendere il proprio personaggio non solo unico, ma straordinariamente autentico.

Dal punto di vista scenografico, la scelta delle ambientazioni è originale e d’impatto. Se la prima parte si distingue per l’impronta quasi surrealista, è nella seconda che si raggiunge il vertice espressivo: la scelta stilistica di mostrare le scene girate dai ragazzi con la loro videocamera amatoriale — sacrificando la nitidezza tecnica in favore della spontaneità — regala allo spettatore un’esperienza di immersione totale.

Di grande carica emotiva è anche la decisione di ambientare il cortometraggio dei ragazzi all’interno del sito archeologico dei Campi Flegrei. In questa cornice, la recitazione de La Livella — monologo interpretato con visibile e sincera passione da uno dei ragazzi — acquisisce una nuova veste, risultando incredibilmente viva e toccante.

Senza rivelare dettagli che comprometterebbero la visione (che nel mio caso, non conoscendo l’opera in anticipo, ha saputo sorprendermi e divertirmi in modo unico), vi consiglio caldamente di vederlo. Nel finale emerge con chiarezza la riflessione che la regista propone al pubblico fin dal titolo: ciò che conta davvero non sono le diversità di ciascuno, ma la passione, l’amore e la complicità che uniscono un gruppo di amici nell’inseguire un obiettivo comune o, più semplicemente, nell’aiutarsi a vicenda a realizzare un sogno.

Un’idea brillante che trova la sua cifra migliore in una costante vena ironica, capace di arricchire la storia senza mai farla cadere nella retorica.